Grandi feste veneziane, il calendario di un anno

Luigi Pastega, Al festa del Redentore, 1904

Venezia è città con un’incredibile storia alle spalle, tutti lo sappiamo: sono innumerevoli le vicende curiose e spesso misteriose che si raccontano e che tutt’ora riempiono in diversi modi le vite degli abitanti della Laguna, influenzandone la vita di tutti i giorni nelle abitudini. Tra le tradizioni un posto speciale è riservato a quelle che sono le celebrazioni di varie ricorrenze le cui origini si perdono nelle leggende e nella storia della città: non trascorrono mai due mesi senza che ci sia un’occasione per far festa, mangiare, bere e vogare.
Ecco riassunte in un post quali sono le grandi ricorrenze veneziane che vengono festeggiate nell’arco di un anno.

L’anno di celebrazioni veneziane inizia col botto, la prima grande festa è ovviamente il Carnevale che tra febbraio e marzo riempie la città di colori, feste, persone e musica. Il primo documento che testimonia questa usanza risale a più di 900 anni fa, ma fu poi con la Serenissima che assunse un rilievo sempre un maggiore: in origine i festeggiamenti iniziavano già a fine ottobre per poi intensificarsi poi dopo l’Epifania. Questo periodo era anche un’occasione  per chi apparteneva ai ceti più umili di mescolarsi ai nobili, tutti erano infatti nascosti dietro una maschera che rendeva poveri e ricchi irriconoscibili e per questo uguali. Il travestimento più diffuso era sicuramente la Baùta, composta da una maschera bianca chiamata Larva e da un tabarro scuro.
Durante i mesi del Carnevale tutte le occupazioni passavano in secondo piano, la priorità era festeggiare: i campi di tutta la città erano invasi da spettacoli, artisti di strada e mercanti che vendevano prodotti provenienti dall’Oriente. Due erano, e sono tutt’ora, i momenti fondamentali nei festeggiamenti la Festa delle Marie e il Volo dell’Angelo: il primo risale ad ancor prima dell’anno 1000, il secondo al Cinquecento, entrambe queste cerimonie caddero in disuso per molti secoli, come anche tutti gli altri i festeggiamenti, con la fine della Serenissima. Fu solo alla fine degli anni ’70 che il Carnevale tornò ad animare Venezia, senza però lo spirito dei secoli passati, ma divenendo sempre più un evento turistico piuttosto che vissuto dai cittadini. Queste settimane sono comunque una delle migliori ‘occasioni per far festa in Laguna, partecipando ai festeggiamenti più o meno ufficiali che ravvivano l’atmosfera veneziana.
Nel 2015 il Carnevale è previsto tra il 31 gennaio e il 17 febbraio.

Pietro Longhi, Il ridotto

Pietro Longhi, Il ridotto a Venezia, 1740

Mentre il resto d’Italia il 25 aprile festeggia il giorno della Liberazione, Venezia lo stesso giorno celebra il santo patrono San Marco Evangelista commemorandone la morte con una processione tra la piazza e Basilica a lui dedicate. Contemporaneamente però in Laguna è anche la Festa del Bocolo (da bocciolo), durante la quale è tradizione regalare una rosa rossa a tutte le donne. Questa usanza ha un’origine controversa, qualcuno la vuole legata alla leggenda dell’amore tragico tra Maria, figlia di un Doge, e il trovatore Tancredi, qualcun’altro ritiene sia nata dalla storia secondo cui il roseto nato accanto alla tomba di San Marco sia stato donato ad un marinaio della Giudecca: qui si trovano raccontate le due vicende.
Nel 2014 per l’occasione è stata anche realizzata un’iniziativa molto suggestiva: 1000 veneziani hanno partecipato ad una performance dando vita ad un enorme bocolo vivente in Piazza San Marco.

A maggio invece si svolge la Vogalonga: una sorta di maratona a remi. Non è antica come le altre ricorrenze, infatti la sua prima edizione risale al 1974, però è un momento fondamentale per la popolazione veneziana e per manifestare l’importanza della voga per la città. Ogni anno tantissime imbarcazioni a remi (nel 2014 sono state 2100!) percorrono un itinerario lungo 30 km che si svolge in tutta la Laguna, partendo da Bacino San Marco con arrivo a Punta della Dogana. Questa iniziativa è nata come evento per la sensibilizzazione ai danni provocati dal moto ondoso ed ha portato come conseguenza ad una sorta di rinascita della tradizione della voga alla veneta. Per capire lo spirito di questa manifestazione, molto amata ed attesa, basta leggere una frase che si trova sul sito ufficiale “La Vogalonga è un atto d’amore per Venezia e l’acqua che la circonda, per la sua laguna e le sue isole, per la voga e le sue barche e mantiene nel tempo il fine per cui è nata: diffondere la conoscenza e il consapevole rispetto della natura e della cultura della nostra città.”.

Tra maggio e giugno si celebra poi la Festa della Sensa, il giorno dell’Ascensione (che in dialetto si dice appunto “sensa“) di Cristo, scelto in passato come occasione per commemorare la conquista della Dalmazia nell’anno 1000 e successivamente per ricordare la Pace di Venezia, il trattato che sancì la fine delle diatribe tra Papato e Impero nel 1177. Durante questa giornata si celebra lo Sposalizio del Mare, una cerimonia che simboleggiava il dominio di Venezia sulle acque e aveva significati anche propiziatori. Il rito si svolgeva nelle acque davanti a San Pietro di Castello, in cui il Doge a bordo del Bucintoro, seguito da un corteo di imbarcazioni tradizionali, raggiungeva il Vescovo, da cui riceveva la benedizione. Il culmine della celebrazione avveniva con il lancio di un’anello in acqua alle Bocche di Porto. Attualmente le celebrazioni si svolgono ricreando il corteo di barche che da San Marco naviga verso il Lido, con in testa la Serenissima, l’imbarcazione su cui ora sono presenti il sindaco e le autorità cittadine, da cui viene lanciato l’anello.

Il ritorno del Bucintoro al molo il giorno dell’Ascensione, Canaletto, 1734

Della festa del Redentore ne avevo già parlato su Viaggi Low Cost circa un mese e mezzo fa, quando ero pronta a partecipare all’evento. Questa manifestazione dalla tradizione secolare risale al 1577 e celebra l’edificazione della Chiesa del Redentore come ex voto per fare cessare una terribile epidemia di peste che flagellava la città e la successiva costruzione del ponte votivo al termine della pestilenza. Ogni anno il terzo sabato di luglio ci si da’ appuntamento lungo le fondamenta per cenare con gli amici (noi quest’anno siamo andati a fare un pic nic a Sant’Elena!) o la famiglia in attesa dei fuochi d’artificio delle 23.30, un momento di grandissima emozione perché lo spettacolo pirotecnico si svolge direttamente in acqua  tra il canale della Giudecca e Bacino San Marco,  i riflessi creano un gioco di luci da lasciare senza parole. I più fortunati possono anche salire in barca con amici o prenotare una cena a bordo di una delle imbarcazioni. Tradizione vuole che si aspetti l’alba in compagnia sulla spiaggia del Lido. La giornata di domenica è dedicata alle celebrazioni vere e proprie legate alla storia della manifestazione: le regate e la messa alla chiesa del Redentore. Il ponte di barche viene costruito ogni anno e inaugurato nel pomeriggio di sabato, collega fondamenta Zattere fino al sagrato della Chiesa che si trova dall’altra parte del canale della Giudecca e rimane percorribile fino alle 22 della domenica sera.

La Regata Storica si svolge ogni anno a inizio settembre, nel 2014 è prevista il giorno 7. La tradizione delle regate è sicuramente molto antica, anche più di quelle che sono le prime effettive testimonianze risalenti al XIII secolo, e che consistevano in gare tra gondolieri o barcaioli o cortei per celebrare eventi. E’ solo dalla fine dell’800 però che questa manifestazione si svolge come nell’attualità: un corteo storico costituito da decine di imbarcazioni a remi sfila lungo il Canal Grande (solo dal secondo dopoguerra si associa a questa processione di barche la rievocazione della rinuncia di Caterina Cornaro al trono di Cipro, abdicando e consegnando l’isola alla Repubblica di Venezia), succeduto dalle regate come gare sportive su mascarete, pupparini, maciarele, bisse, caorline e gondolini. In occasione della regata storica si svolge ogni anno anche la sfida internazionale tra le università.

Canaletto, Regata sul Canal Grande, 1740

L’ultima manifestazione dell’anno è probabilmente la più “veneziana” e meno turistica tra tutte: la Festa della Madonna della Salute, si svolge il 21 novembre ed è una ricorrenza di carattere religioso. In questa giornata ci si reca in pellegrinaggio alla Chiesa della Madonna della Salute attraversando il ponte su barche che attraversa il Canal Grande da San Moisè a Santa Maria del Giglio per accendere un cero e chiedere alla Vergine di proteggere la salute dei fedeli. La storia legata a questo edificio sacro e a questa ricorrenza si lega all’epidemia di peste che colpì il nord Italia tra il 1630 e il 1631, dopo una processione di tutta la popolazione in preghiera alla Madonna lunga tre giorni il doge fece voto che se la città fosse sopravvissuta alla pandemia avrebbe eretto una Chiesa grandiosa. Alla fine della pestilenza venne mantenuta la promessa e Baldassarre Longhena progettò l’imponente Chiesa della Madonna della Salute che si trova alla Dogana del Mar.

Avete partecipato ad alcune di queste ricorrenze veneziane? Oppure, a quale vorreste partecipare in futuro? 🙂

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