Le Chiese di Roma – parte 1

Questo post l’avevo iniziato a giugno, due settimane dopo esser stata a Roma, un ritorno desiderato e sognato: quattro giorni con i piedi in movimento, cercando di sconfiggere il sole cocente e il caos dei mezzi pubblici; poi è stato risucchiato dall’infinita lista di bozze e solo recentemente ho deciso che era ora di farlo diventare qualcosa di serio. Già prima di partire avevo deciso che una delle cose a cui più volevo dedicare attenzione sarebbero state le Chiese, non ricordavo di averne visitate molte oltre a San Pietro, mentre la città ne è ovviamente piena, in ogni strada se ne trova una e ogni volta c’è un buon motivo per entrarci.

Insomma, voglio fare un elenco delle chiese che ho visto, con qualche informazione che può incuriosire chi capiterà in questo post e convincere che, oltre a tanti monumenti e luoghi famosi ci sono anche edifici sacri minori, o magari semplicemente meno conosciuti, che meritano una visita. Ecco la prima parte dell’elenco, non c’è un ordine di preferenza, sono semplicemente in una sequenza casuale, la seconda metà arriverà più avanti.

La prima è stata la Basilica di Santa Prudenziana, una delle Chiese più antiche della città, a pochi passi dall’appartamento, in cui mi sono fermata in attesa della signora che ci consegnasse le chiavi di casa. Prima dell’ingresso c’è un piccolo cortiletto con due panchine, perfette per fermarsi e rigenerarsi un po’ nel silenzio del Rione Monti.
Proprio la posizione dell’edificio, ribassato rispetto al livello stradale, ed il campanile ne svelano le origini romaniche, mentre all’interno si conserva (anche se “ritagliato” durante un restauro) un bellissimo mosaico absidale, risalente al V secolo. L’edificio si trova nella posizione in cui dev’esserci stata l’abitazione del Senatore Prudente (padre di Prudenziana e Prassede), convertito al cristianesimo dagli Apostoli Pietro e Paolo, ospitati nella sua casa, divenuta quindi Domus Ecclesia, Chiesa domestica, ancora nel II secolo.

Cupola Santa Maria Maggiore

Subito dopo tappa alla più famosa Basilica di Santa Maria Maggiore, poco distante dalla precedente. Nonostante avessi alloggiato anche in passato nelle vicinanze non ricordo di esserci mai entrata quindi questa volta non potevo mancare. E’ una delle quattro basiliche papali romane, venne eretta nel V secolo sulla sommità dell’Esquilino: la tradizione vuole che la scelta del luogo sia stata determinata da un’apparizione della Madonna in sogno a Sisto ed al patrizio Giovanni, la quale ordinava di costruire una chiesa in suo onore nel luogo in cui sarebbe avvenuto un miracolo e infatti così avvenne il 5 agosto, quando una nevicata imbiancò l’Esquilino. Per ricordare questo momento ogni anno durante quella giornata avviene la rievocazione del “miracolo della nevicata” durante la quale una pioggia di petali bianchi viene fatta scendere nella cappella Paolina. La Basilica è costituita da tre navate, quella centrale decorata da mosaici raffiguranti vicende dell’Antico Testamento, un importante abside anch’essa mosaicata e due cappelle la Sistina, dedicata a papa Sisto V, e la Paolina o Borghese risalente al ‘600, che custodisce “Salus populi romani” la più importante icona mariana della capitale.

San Pietro in Vincoli

Non lontano da Santa Maria Maggiore, dirigendosi verso il Colosseo, si trova San Pietro in Vincoli dove sono custodite quelle che si dice furono le catene con cui San Pietro fu legato durante la prigionia nel carcere mamertino, dopo essere state separate e aver cambiato proprietari nel corso dei secoli, leggenda vuole, che le due catene si siano saldate insieme miracolosamente. La chiesa venne costruita per accogliere la prima delle catene che fu donata a papa Leone I. Questo luogo però è conosciuto soprattutto per la presenza della tomba di Giulio II di Michelangelo, un’opera dalla storia travagliata e con un iniziale progetto grandioso, ridottosi però a una struttura più “semplice” e meno ricca del previsto, qui però si trova comunque il Mosè, una scultura maestosa, un capolavoro.

San Carlino alle Quattro Fontane

San Carlo alle Quattro Fontane è una chiesa piccola piccola, non per niente è conosciuta anche come San Carlino, si trova nel rione Monti e bisogna fare un po’ attenzione per notarla perché è posizionata proprio sull’incrocio tra via del Quirinale e via delle Quattro Fontane. Viste le sue dimensioni ridotte si dice che è grande quanto uno dei pilastri che sorreggono la Cupola di San Pietro. Capolavoro d’arte barocca viene costruita a metà del ‘600 da Borromini. A quanto pare accanto alla Chiesa si trova anche un piccolo e incantevole chiostro… di cui non sapevo l’esistenza fino a quando (dopo esser tornata) l’ho scoperto online, quindi rimediate anche per me e visitatelo!

Santa Maria in AraCoeli

Da una chiesa mini ad una “signora” chiesa: la Basilica di Santa Maria in Ara Coeli, prima volta anche in questo caso e ho rischiato di rimanere nuovamente a bocca asciutta, tra l’altro dopo essermi fatta tutta la scalinata sotto il sole pomeridiano nella settimana più calda dell’estate. Non mi sono data per vinta e il giorno dopo sono tornata, scalinata di nuovo… e mi sono goduta finalmente questo splendido edificio. Si trova nel cuore di Roma, schiacchiata tra l’Altare della Patria e la piazza del Campidoglio. Ha alle spalle una storia non chiara, con radici che risalgono almeno all’VI secolo quando faceva parte di un complesso di edifici di un monastero, edificato sopra l’antico tempio di Giunone Moneta, e la sua facciata era rivolta verso quella che è la piazza comunale attualmente. Dallo stile romanico originario venne modificata per assumere caratteri gotici attuali, fu in questo periodo che venne costruita la scalinata d’accesso; divenuta poi stalla nel ‘700 e successivamente caserma dei Vigili Urbani, fu quindi fortemente danneggiata dai lavori di costruzione del Vittoriano. Un luogo che merita di essere visitato con attenzione, dedicandogli il giusto tempo. Giusto per informazione, sappiate che potete raggiungerla anche dall’Altare della Patria, senza per forza fare la scalinata in salita!

Chiesa del Gesù

Sono entrata nella Chiesa del Gesù un po’ per caso, l’edificio Cinquecentesco dall’esterno non lascia trasparire la bellezza che si ritrova all’interno, per bella la facciata infatti è molto più semplice rispetto ad altri edifici sacri che si trovano in città. Appena dentro si viene rapiti subito alla vista della volta che sovrasta la navata, occupata dal luminosissimo affresco centrale “la Gloria del Nome di Gesù” opera di Giovanni Gaulli, detto Baciccia o Baciccio, considerato il “pupillo” di Bernini, in cui la pittura si sovrappone con gli stucchi creando un gioco visivo di grande effetto. Online poi ho scoperto anche che nella Cappella Sant’Ignazio ogni pomeriggio, alle 17.30, si può assistere ad un vero e proprio spettacolo: la tela dipinta scende, per rivelare la nicchia che si trova alle sue spalle ed ospita la statua del Santo in gloria, una vera chicca cui avrei voluto assistere.

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