Essere au pair: consigli per l’uso

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Un paio di settimane fa ho superato il traguardo del “mezzo anno” da ragazza alla pari: ho avuto momenti brutti in cui mi chiedevo perché cavolo fossi qui a farmi risponder male da un bambino di 8 anni, ma ho anche deciso che, invece di tornare a casa dopo sei mesi, ne avrei aggiunti altri due e rimanere fino a dopo Pasqua. Come in ogni cosa ci sono i lati positivi e quelli negativi, basta imparare a guardare tutto dalla giusta prospettiva.

In questi circa 190 giorni ho imparato cose, sono cambiata e cresciuta, mi sono divertita e qualche volta ho sentito di non poterne più. Per questo ci sono un po’ di cose che vorrei dire a tutte le ragazze (ma anche ragazzi!) che vogliono diventare aupair.

Quando parlate con le famiglie, fate domande, anche quelle che vi sembrano più stupide.

Perché se non lo fate ve ne pentirete. Non date nulla per scontato quando state decidendo quale sarà la “vostra famiglia”.
Chiedete se avete una linea wi-fi e se potete usarla quanto e come vi pare. Chiedete a cosa giocano i bambini di cui vi dovrete occupare, cosa gli piace fare davvero. Chiedete se la famiglia ha intenzione (o ha piacere) di portarvi con loro durante le gite. Chiarite se avrete un’automobile a vostra a disposizione, se dovrete condividerla con la famiglia, se potrete utilizzarla nel tempo libero. Accertatevi che, in caso viviate in campagna e non abbiate la macchina, ci siano dei mezzi pubblici da poter utilizzare. Informatevi su com’è la vostra stanza. Domandate se e quanto dovrete occuparvi delle pulizie di casa. Fatevi ripetere quanto e quando sarà il vostro tempo libero e se i bambini vanno a scuola o meno la mattina. Riempiteli di domande, fugate ogni dubbio.
Capite (e annotatevi) diritti e doveri.
Questo vi servirà a scegliere la famiglia che veramente fa per voi e avrete meno problemi quando arriverete. Magari chiedete anche se potete condividere almeno una giornata con la aupair precedente, così sarà lei ad introdurvi alla vostra nuova vita.

Fatevi qualche domanda prima di partire.

Essere au pair è davvero quello che voglio? Mi piacciono i bambini PER DAVVERO? Sono pronta a scendere a compromessi e a vivere in una cultura diversa dalla mia? Ho pazienza abbastanza? Ecc.
Se le risposte sono affermative… bene, è la strada giusta. In caso contrario pensateci ancora un po’ su. Con i bambini ci si deve stare sul serio, condividere con loro il proprio tempo e dedicargli le proprie energie. Se anche siete affezionate a loro in certi momenti 2 ore sembrano giornate intere, spesso sono intrattabili, a volte maleducati e in alcuni momenti vi daranno zero soddisfazioni. Sopravviverete anche queste situazioni se davvero siete appassionate, mentre anche i bimbi più pacifici e tranquilli saranno un ostacolo troppo grosso se in realtà non vi interessa nulla di loro.
Ricordatevi anche che i bambini impareranno da voi, percepiranno il vostro umore e cresceranno nei mesi che trascorrete insieme. Donategli un po’ di voi, cercate di fare del vostro meglio, non semplicemente scegliendo le soluzioni più facili per comodità.
Banalmente, poi, se anche l’idea di cambiare il vostro modo di mangiare o le vostre abitudini quotidiane vi sconvolge, questa esperienza non fa per voi.

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Trovatevi un gruppo di amici: loro saranno la vostra famiglia.

Ci sono ragazze (se parlo al femminile è solo perché siamo la netta maggioranza!) che trascorrono i primi mesi da sole, senza uscire. Io sono uscita la prima volta dopo meno di 24 ore che ero arrivata. L’unico trucco è sfruttare ciò che il caro Mark ci ha dato: Facebook. Ci sono innumerevoli gruppi dedicati alle aupair di ogni zona. Io ho scritto un messaggio su quello dedicato a Kilkenny prima della partenza e nel giro di qualche giorno sono riuscita ad avere qualche contatto. Altra cosa utile è chiedere alla vostra hostfamily o alla aupair precedente: magari nel vostro stesso quartiere ci sono altre ragazze alla pari e loro le conoscono.
Cercate di trovare amici non solo della vostra stessa nazionalità, è una tentazione… ma così rischiate di non imparare la lingua veramente!

Viaggiate. Imparate. Aprite cuore e mente.

Non fate le tirchie. Il pocket money serve per questo: visitate i luoghi che avete vicino, trascorrete i weekend in città diverse, prendete bus e dormite in ostelli, pranzate con i panini portati da casa o cenate in un locale assaggiando cucina tradizionale, partecipate alle feste locali, ascoltate musica tipica e utilizzate il tempo libero per scoprire.
Solo così tornerete a casa con il cuore pieno.

Abbiate il coraggio di cambiare se non siete felici.

Capita anche la botta di sfiga: la famiglia scelta si è rivelata diversa dalle aspettative, vi fanno pulire finestre e toilette ogni settimana come foste una donna delle pulizie, non vi sentite in sintonia con loro, la zona in cui vivete non vi piace e siete in mezzo alle campagne quando pensavate di essere in un paese vero, etc. Le motivazioni possono essere le più diverse ma il punto è uno, se non siete felici della vostra situazione parlate con la vostra famiglia, chiarite i problemi e proponete un accordo, in caso non vi stiano ad ascoltare o non gli importi tanto vale cambiare, il mondo è pieno di ottime famiglie: a volte basta chiedere alle famiglie delle amiche, che spesso hanno amici che cercano aupair, o ancora vedere nel gruppo Facebook dedicato alle ragazze alla pari della zona, non sono poche le famiglie che cercano con urgenza.

 

 

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